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Amarna
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mwdgAmarna (comunemente, ma meno correttamente noto come mwdwTell el-Amarna) è il nome moderno della località dove sorgeva mweaAkhetaton, la città mweqegizia fondata dal mwegfaraone mwewAkhenaton come capitale delle mwfaDue Terre, abbandonando così sia la capitale amministrativa, mwfqMenfi, sia quella religiosa, mwfgTebecite-ref-1[1].
Contents
• La città
• Note
• Fonti
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La città
Il termine mwkamwkqtell, nell'area mwkgMesopotamica, sta a indicare le collinette artificiali createsi, nel corso dei millenni, a seguito della sovrapposizione delle rovine di precedenti insediamenti. Proprio tali mwkwtell, infatti costituiscono un ben chiaro segno della presenza di antichi abitati.cite-ref-2[N 1]cite-ref-3[2]
Tuttavia, in questo caso, il termine "tell" riferito ad Amarna non ha assolutamente tale significato giacché il nome moderno mwnqTell el-Amarna nulla ha a che vedere con le collinette a cui si è sopra fatto cenno. Il nome risale al XVIII secolo e fa riferimento a una mwngtribù beduina nota come "Ben Amran"cite-ref-4[N 2]cite-ref-5[3]cite-ref-6[4]cite-ref-7[5]. Tale tribù si insediò in quest'area del mwrwMedio Egitto dando vita a quattro distinti villaggi: el-Till, El-Hagg Qandil, el-Amiriya ed el-Hawata. Il nome del primo di questi villaggi, si confuse con quello della tribù che lo abitava dando così vita a mwsael-Till el-Amarna dalla cui successiva corruzione derivò il termine mwsqTell-el-Amarna oggi abbreviato, e più noto, semplicemente come mwsgAmarnacite-ref-8[N 3]cite-ref-9[6]cite-ref-10[7].
La storia di Tell el-Amarna è intimamente connessa, e non potrebbe essere differentemente giacché si tratta del moderno nome di un'antica città, a quello di Akhetaton, o Akhetatencite-ref-11[8] e alla figura del sovrano Amenhotep IV che, modificato il suo nome in mwxaAkhenatoncite-ref-12[9], instaurò il culto di mwyqAton, il sole, fonte di vita, come dio supremo. Per allontanarsi, anche fisicamente, dal potere gestito dai sacerdoti di mwygAmon nell'antica Ipet-Eswe (l'attuale mwywKarnak), Akhenaton decise di fondare dal nulla una nuova capitalecite-ref-13[N 4]cite-ref-14[10]. È verosimile che abbia scelto personalmente, nell'anno IV del suo regno, il sito ove sorse Akhetaton, "Lo splendore di Aton", forse a causa di due colline tra cui si poteva veder sorgere il sole e che ricordavano il geroglifico mwbaakhet.
Il terreno su cui Akhenaton scelse di costruire la sua capitale è localizzato sulla riva orientale del Nilo, nel territorio di quello che era il XV mwbgnomo dell'mwbwAlto Egitto, a circa mwca320 km a sud di Menfi e 400 a nord di Tebe; si trattava di un territorio vergine sia sotto il profilo politico sia, e specialmente, religioso, equidistante dalle due capitali precedenti e considerato ottimale per combinarne il duplice ruolo, amministrativo e religiosocite-ref-15[11]. Al contrario di altre capitali, nate su abitati preesistenti e a seguito di espansioni successive, Akhetaton/Amarna venne progettata dal nulla su un'area di circa mwdq200 km2 e si ritiene che, nel momento della sua massima espansione, la popolazione sia oscillata tra i 20 e i mwdg50 000 abitanti; se le rappresentazioni parietali e decorative possono essere assunte come rappresentanti l'effettiva realtà (e considerando i canoni pittorici realistici dell'epoca amarniana questo è positivamente ipotizzabile), la città doveva essere ricca di alberi e di verde, ben servita sotto il profilo dell'approvvigionamento idrico anche grazie ai molti pozzi, con un aspetto ben diverso da quello completamente arido attuale dovuto, anche, allo spostamento dell'alveo del mwdwNilocite-ref-16[12].
Area settentrionale
Quella che oggi viene indicata come "Città del Nord" era un'area autosufficiente in cui trovavano collocazione il complesso gestionale amministrativo della città e locali di immagazzinamento, tutti costruiti in mattoni crudi; qui si trovavano, inoltre, le dimore dellmwig'mwiwélite amarniana che si sviluppavano lungo la Strada Regia che collegava la Città del Nord con la "Città Centrale". In questa zona si trovava, pure, una struttura fortificata sulla riva del fiume (oggi il corso è di molto variato) che, date le frequenti decorazioni con scene della famiglia reale, è stato ipotizzato fosse la principale residenza abitativa reale.
Qui si trovava anche il Palazzo del Nord, da non confondersi con il precedente, ugualmente costruito sulle rive del Nilo che conteneva squisiti dipinti parietali comprendenti vari animali che suggerirono a mwjqJohn Pendleburycite-ref-17[N 5] che potesse aver ospitato anche una sorta di mwkggiardino zoologico. Il palazzo è, inoltre, particolarmente importante giacché si ritiene che sia stato la dimora della regina mwkwNefertiti, quando questa scomparve dalla scena politico-sociale al fianco del re, o della sposa secondaria mwlaKiyacite-ref-18[N 6]cite-ref-19[13]. Nell'area nord si trovava, inoltre, una zona suburbana di ville di pregio tra cui, la più famosa, è quella indicata con la sigla T36.11cite-ref-20[14] che comprendeva una vasta area abitata, con anticamere e sale colonnate, comprensiva di magazzini e giardini, il tutto circondato da un muro, in mattoni crudi, alto circa 3 mcite-ref-21[15].
Area centrale
Il centro cittadino, noto oggi come "Città Centrale", era situato in leggera pendenza in area anticamente lungo il fiume nota come "Isola dell'Aton dei giubilei". Si trattava di un'area squadrata di cui una gran parte è oggi nascosta sotto moderne coltivazioni. Punto centrale del distretto amministrativo era la fine della Strada Regia che terminava con il Grande Palazzo, noto come "Casa della gioia in Akhetaton", sito sull'antico lungo Nilo, e che ospitava splendide pavimentazioni dipintecite-ref-22[N 7]. Dotato di ampi cortili circondati da statue colossali di Akhenaton, qui il re riceveva inviati e ambasciatori straniericite-ref-23[N 8]cite-ref-24[16].
Sull'altro lato della strada si trovava un altro edificio, la "Casa del Re" congiunta al Grande Palazzo da un sovrappassaggio coperto in cui si apriva, molto verosimilmente, la "Finestra delle Apparizioni", spesso rappresentata nei dipinti, da cui il re, la regina, e talvolta le figlie della coppia, si offrivano al popolo, specie durante l'elargizione di doni e le cerimonie di premiazione di funzionari meritevoli cui venivano concessi collari preziosi e altri oggetti in orocite-ref-25[17]. Nella Casa del Re si trovavano, inoltre, locali di abitazione e di servizio, ivi compresi mwwascrittori e un ufficio di registrazione dei doni; qui vennero rinvenute ceramiche anche di provenienza micenea e minoica, a dimostrazione dei rapporti esistenti con l'area mwwqminoico cretesecite-ref-26[18]
Nei pressi del Grande Palazzo e lateralmente alla Casa del Re si trovava l'enorme "mwxwGrande tempio di Aton", il "Palazzo di Aton in Akhetaton"cite-ref-27[N 9]: si trattava di un'area rettangolare di mwza730 m x 229 che ospitava 365 altari in mattoni crudi per ciascuna delle due parti del Paese, l'Alto e il Basso Egittocite-ref-28[19]. Circa mw0q500 m a sud del "Grande Tempio" si trovava il "mw0gPiccolo tempio di Aton", la "Dimora di Aton in Akhetaton", che disponeva di magazzini e di una propria "Finestra delle Apparizioni" ed è stato interpretato dagli studiosi, dato anche il suo allineamento con le tombe reali, come un tempio dedicato agli antenati e come tempio funerario del recite-ref-reeves-2001-29-0[20]cite-ref-30[21].
Area meridionale
Meno del 50% dell'area che si estende a sud della Città Centrale è stata a oggi scavata. L'area, come la corrispondente zona nell'area settentrionale, era residenziale pur esistendo, tuttavia, edifici pubblici e amministrativi. Si ritiene sia stata realizzata precedentemente all'area settentrionale quasi come insediamento di prova; anche qui esistevano dimore destinate allmw3q'mw3gélite amarniana testimoniate non solo dai frequenti recinti murari che circondavano aree a giardino, ma anche dalla presenza di ritti e architravi in pietra recanti il nome e i principali titoli del proprietariocite-ref-31[N 10]cite-ref-32[22].
Abitazioni di Amarna
| Area [ 23 ] | Sigla | Titolare | Titolo | Note |
|---|---|---|---|---|
| Settentrionale | U.24.3 | non noto | | una tazza in bronzo qui rinvenuta reca il nome Iuaa, Scriba reale |
| Settentrionale | U.25.7 | non noto | Residenza ufficiale del Primo Profeta nella Città Settentrionale | |
| Settentrionale | T.34.1 | Hatiay | Sovrintendente ai lavori | rinvenuti frammenti di sculture e rilievi tra cui la base di una statua di Amenhotep IV (?) e un mortaio con intestazione a Menkheper (?) |
| Suburbana settentrionale | T.35.4 | non noto | | rinvenuta statuetta, oggi al Museo del Cairo |
| Suburbana settentrionale | T.36.36 | non noto | | nota anche come "Casa Micenea" [ N 11 ] [ 24 ] |
| Suburbana settentrionale | T.36.68 | non noto | | rinvenuta una piccola testa di statua di principessa (?), forse Ankhesepaaton |
| Centrale | V.36.7 | non noto | Esattore delle tasse | |
| Centrale | U.37.1 | non noto | | rinvenuta testa in quarzite di una principessa |
| Centrale | V.37.1 | non noto | | frammenti di decorazione parietale con ghirlande di fiori e oche |
| Templare | Casa dei tributi stranieri | | | |
| Templare | | Panehesi | Residenza ufficiale del Capo dei Servi di Aton in Akhetaton | rinvenuti frammenti di decorazione parietale con fregi floreali e con il re e la regina in adorazione di Aton; una stele con Amenhotep III e la regina Tiye dinanzi a offerte, oggi presso il British Museum |
| Templare | Q.44.4 | non noto | | contiene un fregio in calcare rappresentante Amenhotep IV/Akhenaton da giovane |
| Templare | R.44.1 | non noto | Amministratore di Akhetaton | |
| Centrale | R.44.2 | Panehesi | Capo dei Servi di Aton in Akhetaton | in una nicchia, nel giardino, rappresentazione di Amenhotep IV/Akhenaton [ N 12 ] |
| Centrale | Q.46.1 | non noto | Sovrintendente al bestiame di Aton in Akhetaton | pannelli dipinti con rappresentazione di papiri nella stanza da bagno |
| Centrale | P.46.16 | non noto | | rinvenuto pannello recante il nome Sheri |
| Centrale | P.46.16a | non noto | | rinvenuta piccola testa in quarzite rappresentante Nefertiti (?) |
| Centrale | O.46.20 | non noto | | rinvenuto gruppo scultoreo in steatite con testa di Amenhotep IV/Akhenaton |
| Centrale | O.46.20 | non noto | | rinvenuto gruppo scultoreo in steatite con testa di Amenhotep IV/Akhenaton |
| Centrale | N.47.1 | non noto | | rinvenuta statua di principessa priva di testa [ N 13 ] |
| Centrale | O.47.5 | non noto | | forse studio di uno scultore: rinvenuto modello di testa di scimmia |
| Centrale | O.47.9 | non noto | | forse studio di uno scultore: rinvenuto modello di maschera del volto di Akhenaton |
| Centrale | O.47.13 | non noto | | pertinenza della O.47.9 |
| Centrale | O.47.13 | Thutmosi | Maestro scultore | scoperta da Ludwig Borchardt ; nella cosiddetta "sala del modellamento" verrà rinvenuto, nel dicembre del 1912, il busto della regina Nefertiti oggi al Museo Egizio di Berlino [ N 14 ] |
| Centrale | P.47.5 | non noto | | resti di decorazione parietale |
| Centrale | P.47.19 | Ramose | Comandante delle truppe del Signore delle Due Terre | |
| Centrale | P.47.25 | non noto | | forse studio di fonditore: rinvenuto stampo per fusione in bronzo di Amenhotep IV/Akhenaton e Nefertiti |
| Centrale | Q.47.16 | non noto | | rinvenuto un trittico (?) in rilievo di Akhenaton, Nefertiti e due principesse |
| Centrale | P.48.2 | non noto | | rinvenuto gruppo scultoreo, incompiuto, di Akhenaton che bacia sulle labbra una principessa (o forse Smenkhara?) [ N 15 ] |
| Centrale | Q.48.1 | non noto | | rinvenuto intaglio in avorio rappresentante Thutmosi III con un prigioniero dinanzi a Ra con testa di falco |
| Meridionale | M.47.3 | Maa-Nekhtutef | Sovrintendente dei muratori | portone al Museo di Berlino (cat. 20376) |
| Meridionale | N.48.15 | non noto | | rinvenuta statua in alabastro di Amenhotep IV/Akhenaton [ N 16 ] |
| Meridionale | N.49.18 | Ranufer | Capo degli stallieri di Sua Maestà; Sovrintendente ai cavalli dell'intera stalla | rinvenuti frammenti di architrave con il nome Thaipi (?), Scriba, nell'anticamera; abbozzo di scultura con testa di giovane uomo sul verso e schizzi sul recto [ N 17 ] |
| Meridionale | O.49.1 | Pewah | Alto Prete solare dell'Aton nei domini di Ra | rinvenuto uno stipite con cartiglio di Amenhotep IV [ N 18 ] e modello incompleto di scultura di regina che offre vino al re [ N 19 ] |
| Meridionale | O.49.13 | non noto | | rinvenuta testa da una statua di principessa [ N 20 ] |
| Meridionale | O.49.14 | non noto | | forse pertinenza di altra abitazione (P.49.6); rinvenuta testa a colori di re dallo studio di uno scultore, oggi al Museo del Cairo |
| Meridionale | P.49.6 | non noto | Scultore | modelli di teste di Amenhotep IV/Akhenaton, testa di Tutankhamon (?) [ N 21 ] , pezzi di sculture |
| Meridionale | N.50.22 | non noto | | rinvenuti frammenti di una stele con il re assiso [ N 22 ] |
| Meridionale | N.51.8 | non noto | | rinvenuti frammenti di ghirlande di fiori |
| Meridionale | L.50.12 | Casa del Grande giardino | | rinvenute statue, prive di testa, di Amenhotep IV e Nefertiti [ N 23 ] |
| Meridionale | K.50.1 | Nakht | Visir e Governatore della città | rinvenuti resti di testi e stipiti iscritti |
| Meridionale | J.53.1 | non noto | | rinvenuti frammenti dipinti di struttura (forse di una finestra) |
Le stele confinarie
Trasferita qui la sua corte, come detto per un preciso disegno di allontanarsi da ogni divinità e, in special modo, dal clero amoniano, Akhenaton giurò, sulle stele confinariecite-ref-48[25] che, sulle due rive del mwakaNilo, circondavano la vallata in cui sorgeva Akhetaton, che mai avrebbe "sconfinato... in eterno"cite-ref-49[26]cite-ref-50[27]. Le stele confinarie di Amarna note sono quindici, classificate con lettere dell'alfabeto solo in parte progressive (A, B, F, J, K, L, M, N, P, Q, R, S, U, V, X)cite-ref-51[N 24]. Se ne riconoscono, in genere, due versionicite-ref-52[N 25]cite-ref-53[28] K, X, M risalenti agli anni IV e V, e le altre risalenti all'anno VI; quasi tutte prevedono un rinnovo del giuramento nell'anno VIII.cite-ref-54[29]cite-ref-55[30]cite-ref-56[31] In linea generale, tutte le stele seguono una medesima struttura: sono arrotondate in alto ove si trova il disco solare dell'Aton i cui raggi divergenti puntano verso il basso e recano, alle narici dei personaggi rappresentati, il simbolo mwamemwamiankh della vita; la parte superiore è generalmente occupata dal re, dalla regina, in atto di adorazione, e da due principesse recanti mwammsistri; la parte inferiore è occupata da linee di testocite-ref-57[32]:
• A, riva occidentale, anno VI, con rinnovo del giuramento nell'anno VIIIcite-ref-58[N 26]cite-ref-59[33]. Rilievi: Amenhotep IV, Nefertiti e le principesse mwaniMerytaton e mwanmMaketaton in adorazione di Aton; in basso, venticinque righe di testo; statue del re, della regina e delle principesse nel lato nord; rilievo rappresentante la principessa mwanqAnkhesepaaton successivamente aggiuntocite-ref-p-m1-60-0[34];
• B, riva occidentale, anno VI, con rinnovo del giuramento nello stesso anno VI, ulteriore rinnovo nell'anno VIII. Rilievi: il re, la regina e due principesse in adorazione di Aton; in basso, ventisette linee di testocite-ref-p-m1-60-1[34];
• F, riva occidentale, anno VI, con rinnovo del giuramento nell'anno VIII. Parte superiore distrutta; in basso, quattordici linee di testocite-ref-p-m1-60-2[34];
• J, riva orientale, anno VI, con rinnovo del giuramento nell'anno VIII. il re, la regina e due principesse in adorazione di Aton; in basso, otto linee di testocite-ref-p-m1-60-3[34];
• K, riva orientale, anno IV, riscritta nell'anno V. Rilievi: il re, la regina, la principessa Merytaton e, aggiunta successivamente, la principessa Maketaton, in adorazione di Aton; in basso, otto linee di testo; in verticale, ventuno linee di testocite-ref-p-m1-60-4[34];
• L, riva orientale, anomala cite-ref-61[N 27];
• M, riva orientale, anno V. Rilievi, molto malridotti: il re, la regina e una, o forse due, principesse in adorazione di Aton; in basso, linee di testocite-ref-p-m1-60-5[34];
• N, riva orientale, anno VI, con rinnovo del giuramento nell'anno VIII. Rilievi: il re, la regina e due principesse in adorazione di Aton; in basso, ventisei linee di testo e due gruppi statuari ai laticite-ref-p-m1-60-6[34];
• Q, riva orientale, anno VI, con rinnovo del giuramento nell'anno VIII. Rilievi: doppia scena del re, della regina e due principesse in adorazione di Aton; in basso, ventisette linee di testo (parte inferiore distrutta) e due gruppi statuari ai lati della stele (distrutti)cite-ref-p-m1-60-7[34];
• V, riva orientale, anno VI, con rinnovo del giuramento nell'anno VIII;
Solo alcuni anni dopo la scoperta della stele "U", mwatqKarl Richard Lepsius rese pubblica l'esistenza delle stele il cui testo, tuttavia, fu disponibile solo dal 1908 grazie al lavoro, e ai disegni, di mwatuNorman de Garis Davies. Tutto quanto è noto della fondazione di Akhetaton e delle ragioni per cui Amenhotep IV/Akhenaton abbandonò Tebe, ci deriva proprio dal contenuto delle stelecite-ref-68[36] il cui valore documentario è, perciò, massimo.
Il tempio del fiume
Nell'adiacente villaggio di el-Hagg Qandil si trovano le rovine del cosiddetto "Tempio del Fiume", scoperto nel 1922 dalla mwatwEgypt Exploration Society, la cui importanza risiede nel fatto che costituisce l'unica prova che l'area venne costantemente occupata fino alla mwat0XXVI dinastiacite-ref-69[37], nonostante l'abbandono di Amarna nel corso della XVIII dinastia. Alcune pietre del tempio, infatti, sono di provenienza dai templi e dalle abitazioni dell'antica Akhetatoncite-ref-reeves-2001-29-1[20].
Architettura e arte civile e religiosa
Considerato "eretico" per aver rifiutato l'antico mwaugpantheon indirizzando la religione verso il culto di un dio pressoché unicocite-ref-70[N 33], il periodo di regno di Akhenaton è oggi anche conosciuto come quello dell'"eresia amarniana"cite-ref-71[38]. Fin dall'inizio del suo regno, Amenhotep IV/Akhenaton impostò la sua azione politica sul mwaveankh em maat, ovvero sul "vivere nella verità" o, meglio, nel "vivere secondo il giusto ordine delle cose" e non esisterà campo in cui il re non porterà il suo concetto, a partire dalla stessa lingua per cui quella scritta seguirà quella parlata. La stessa città di Akhetaton/Amarna costituisce quasi un catalogo delle sue concezioni.
In campo architettonico, anche in funzione della necessità di costruire in fretta la nuova capitale, si passò all'impiego di mattoni di dimensioni molto più piccole e maneggevoli degli immani blocchi di pietra delle precedenti, e successive, costruzioni. Il nome stesso assegnato spontaneamente a tali mattoni dagli operai moderni addetti agli scavi archeologici, che per primi li rinvennero, è sintomatico: mwavmtalatat, con evidente riferimento al numero arabo tre (mwavqtalata) ovvero i "tre palmi" delle ridotte dimensioni (circa 50mwavu cm x 25 x 22)cite-ref-72[39]. Tali mattoni, il cui impiego è attestato fin dai primi anni di regno anche a Tebecite-ref-73[N 34], avevano l'innegabile vantaggio di poter essere trasportati e posti mwav4in situ da una sola persona, con quale risparmio di tempo e mano d'opera è facile immaginarecite-ref-74[40].
Nel campo dell'mwawgarte egizia il periodo amarniano vide il prosperare di un realismo, unico nel panorama artistico antico egizio (tanto che si parlerà specificamente di mwawkarte amarniana), in cui alle forme consolidate dell'arte egizia (con immagini stereotipate dei re, sostanzialmente identiche nell'arco delle 30 dinastie), si sostituì una statuaria più attinente alla realtà con scene anche di vita intima quotidiana e con l'accentuazione addirittura dei difetti fisici dello stesso Akhenaton e della sposa regale mwawoNefertiti. È bene tener presente, anche nella rappresentazione artistica, che la religione egizia precedente all'eresia atoniana prevedeva la costante presenza di trinità divine quali quella costituita da mwawsOsiride, mwawwIside e mwaw0Horus, oppure da mwaw4Amon, mwaw8Mut e mwaxaKhonsu a Tebe; la concezione atoniana prevedeva ugualmente la presenza di una triade, ma questa era costituita dall'Aton, da Akhenaton e dalla regina Nefertiti che venivano identificati nella primeva trinità mwaxeeliopolitana costituita, rispettivamente, da mwaxiAtum, dio autogenerato, e dai suoi figli gemelli mwaxmShu, rappresentante l'aria, e mwaxqTefnut, rappresentante l'umidità. Con le sei figlie della coppia realecite-ref-75[N 35] si ricostituiva, altresì, l'mwaxkEnneade Eliopolitana, ovvero le nove divinità della creazionecite-ref-76[41]. Da tale concezione religiosa derivavano le stesse rappresentazioni scultoree e pittoriche giacché era normale che il re e la regina comparissero quasi sempre assieme e in formato paritetico, là ove, precedentemente e poi successivamente, la statura della rappresentazione indicava una ben precisa gerarchiacite-ref-77[N 36]. In alcuni casi si assiste addirittura a un'inversione delle altezze talché la regina Nefertiti, anche in funzione dell'alta corona che la caratterizza, viene rappresentata più alta dello sposo Akhenaton. Ogni rappresentazione della famiglia reale, è inoltre caratterizzata dalla presenza, in alto, del disco solare dotato di raggi che, in prossimità delle narici dei personaggi reali, presentano mani recanti il segno della vita mwayiankh. Si assiste così, nella ritrattistica, a scene familiari decisamente impensabili in altri contesti storico/artistici egizi, con scambio di effusioni, abbracci e baci tra gli appartenenti alla famiglia reale e particolari che, contrariamente alla staticità precedente e successiva, presentano caratteri di movimento come, ad esempio, nastri posteriori delle corone indossate dal re e dalla regina, come mossi dal vento.
Analogamente rivoluzionaria fu la concezione templare. Le divinità precedenti al mwa1wculto atoniano, infatti, risiedevano nel luogo più riposto del mwa10tempio, il mwa14mwa18naos, il mwa2asancta sanctorum, e i mwa2etempli egizi si sviluppavano con la classica struttura "a cannocchiale": mentre il pavimento saliva verso il naos e il soffitto si abbassava, si assisteva al passaggio graduale dalla luce del cortile colonnato al buio della cella ove risiedeva la divinità. Il dio, si pensi ad Amon mwa2iil nascosto, aveva generalmente forma antropomorfa o in parte tale ed era, in qualche modo, tangibile.
Non così Aton che era il mwa2qglobo solare il cui culto non poteva, perciò stesso, avvenire nei meandri bui del tempio. Nei templi precedenti la progressione vedeva (dall'avanti all'indietro) il mwa2upilone, la mwa2ycorte colonnata, la mwa2csala ipostila, il mwa2gvestibolo e il naos con sempre minor luce. Ora il mwa2kgrande tempio di Aton ad Akhetaton (Tell el-Amarna) era invece il trionfo della lucecite-ref-78[42]. A un pilone che ricorda, anche in questo caso, il geroglifico mwa24akhet (e che, al contrario della struttura architettonica precedente, manca dell'architrave congiungente le due torri rastremate), ne segue un secondo che immette in quella che era la sala ipostilacite-ref-79[43]. Mentre precedentemente tale sala era buia, costituita da una selva di colonne che rappresentavano gli alberi della palude primordiale tra cui penetrava a stento la luce da finestrelle poste in alto, ora l'ipostila è scoperta al centro. Da questa si passa in una sequenza di quattro cortili, anch'essi scoperti, occupati da altari sacrificali. Seguono due altri cortili che costituiscono il santuario vero e proprio ove può accedere solo il mwa3mclero e il mwa3qsovrano, e solo qui, tuttavia pur sempre aperte alla luce, si trovano cappelle minori.
Necropoli
Fin dall'inizio del suo regno, Amenhotep IV/Akhenaton aveva sperato di poter trasformare la stessa Tebe nell'"Orizzonte di Aton". Per tale motivo, seguendo la tradizione dei suoi predecessori della XVIII dinastia, aveva di certo iniziato a far predisporre la sua sepoltura nella mwa3cValle dei Re e, verosimilmente, nei pressi della tomba del padre mwa3gAmenhotep III (mwa3kKV22)cite-ref-cita-reeves-2001-p-127-80-0[44]. Sulla base di posizionamento e metodi di scavo, si è oggi propensi a individuare tale sepoltura nella incompiuta mwa34KV25cite-ref-81[N 37], ubicata nella mwa4mWest Valley, o nella vicina mwa4qKV23 di mwa4uAycite-ref-82[N 38]. La zona pianeggiante in cui sorge Amarna è circondata da alte mwa4ofalesie che superano talvolta l'altezza di mwa4s100 m, queste sono interrotte da mwa4wwadi, ovvero dal letto di antichi fiumi; una di queste conduce, a circa mwa406 km dalla città, all'area in cui si trova la cosiddetta Tomba reale, termine tuttavia forse non aderente all'effettiva destinazione della tomba stessacite-ref-83[N 39]. Le condizioni delle tombe di Amarna sono ormai misere, vuoi per il naturale trascorrere dei millenni, vuoi per interventi umani susseguitisi con l'occupazione dei locali come abitazioni o romitaggi di monaci copti; molto si deve, per la conoscenza delle sepolture, al lavoro dei primi esploratori tra cui mwa5iRobert Hay, Nestor L'Hôte e mwa5mKarl Richard Lepsius il quale fu, tuttavia, l'unico che fece pubblicare i suoi lavori.cite-ref-84[N 40]cite-ref-85[45]
Uadi Reale
Tenendo fede al contenuto delle mwa58stele confinarie "di mai più sconfinare dalla città", Akhenaton fece preparare la sua tomba in un mwa6auadi, come una sorta di riproduzione in miniatura della mwa6eValle dei Re tebana, a circa mwa6i4 km dalla città, ma questa, all'atto della sua scoperta, risultò depredata così avvalorando il convincimento che il sovrano fosse stato sepolto o, più probabilmente, risepolto, in una tomba della Valle dei Re che venne individuata nella misteriosa mwa6mKV55. La vita di Akhetaton durò, complessivamente, circa 30 anni e il suo abbandono iniziò nei primi anni di regno di Tutankhamon a cui potrebbe essere peraltro imputabile la traslazione del corpo di Akhenaton.
| Catalogazione | Titolare | Titolo | Necropoli [ 46 ] | Note |
|---|---|---|---|---|
| TA26 (Tomb of Amarna 26) | Akhenaton | Faraone e famiglia | Tomba reale | Unica decorata; la tomba avrebbe dovuto accogliere, verosimilmente, tutta la famiglia reale: Tiye , madre del re; Maketaton , figlia; Kiya , Sposa secondaria; forse Nefertiti |
| TA27 | non noto forse prevista per un re (?) (si ipotizza Smenkhara ) | non noto | Necropoli meridionale | circa 500 m dalla Tomba reale; non ultimata, scavi interrotti dopo il primo corridoio; presenta una scala di accesso e uno scivolo per agevolare il trasporto del sarcofago. La presenza dello scivolo, e l'ampiezza della porta, pari a quella della tomba reale, ha fatto ipotizzare che si trattasse di una sepoltura a sua volta destinata a un re |
| TA28 | Tori Mnevis (?) [ N 41 ] | - | Necropoli meridionale | circa 500 m dalla Tomba reale; tre locali |
| TA29 | Neferneferura (?) | principessa, figlia di Akhenaton e Nefertiti | Necropoli meridionale | circa 500 m dalla Tomba reale e circa 7 dalla AT28; non ultimata, scavi interrotti dopo il quarto corridoio [ N 42 ] [ 47 ] ; |
| TA30 | non noto | non noto | Necropoli meridionale | non ultimata; molto piccola. Si ipotizza potesse essere la tomba di un imbalsamatore |
Le tombe dei nobili
Poco conosciute rispetto alle mwa-sTombe dei Nobili della mwa-wNecropoli tebana, vuoi a causa della lontananza del sito rispetto ai centri maggiori, vuoi per il loro carattere poco attraente, con pareti grigie, spesso molto danneggiate, prive dei loro colori, non attirano di certo l'attenzione, ma sono tuttavia monumenti molto interessanti per la loro originalità e fondamentali per una corretta comprensione del periodo amarnianocite-ref-90[N 43]cite-ref-91[48]. Nonostante l'alto numero di popolazione calcolata (da 20 a mwa-u50 000 persone), sono note solo 50 tombe, di cui solo 24 recanti iscrizioni e nessuna, comunque ultimata; secondo recenti studi, inoltre, solo una delle tombe avrebbe effettivamente accolto il defunto per cui era stata realizzata. Quanto al numero davvero ridotto di sepolture, si ipotizza che il privilegio di creare una tomba nella città fosse concesso dallo stesso Akhenaton e che questi abbia perciò rilasciato poche autorizzazioni; i funzionari, inoltre, provenivano da altre località, Menfi o la stessa Tebe, ed è perciò ipotizzabile che avessero comunque preferito essere sepolti nei luoghi d'originecite-ref-92[N 44]. I primi studi sulle tombe amarniane si debbono a mwa-oJohn Gardner Wilkinson, nel mwa-s1820, seguito da mwa-wRobert Hay e Nestor L'Hôtecite-ref-93[N 45] che ne ricavarono molti disegni e copie di iscrizioni. Prima pubblicazione significativa sull'argomento fu quella di mwbaiKarl Richard Lepsiuscite-ref-94[49] del 1849; anche sui lavori dei predecessori, a causa dei molteplici danni nel frattempo intervenuti, si basò per la sua opera, considerata fondamentale sull'argomento, mwbacNorman de Garis Davies agli inizi del XX secolocite-ref-95[50]. Le tombe dei nobili di Amarna sono ripartite in due aree, settentrionale e meridionale; l'area settentrionale, a nord-est della città nei pressi della stele V, ne ospita sei di cui due a nord di un wadi (TA1 e TA2) e quattro a sud del wadi (da TA3 a TA6). Sono scavate a circa 85 m di altezza nella falesia che circonda la valle e sono costituite da due sale in successione, con una nicchia per la statua del defunto al fondo della seconda sala; durante i millenni vennero usate come mwbawromitaggi da monaci cristiani mwba0copti e in un caso la tomba (TA6) venne trasformata in chiesa.
Area settentrionale
Scavate nella falesia, hanno accesso generalmente nella parete verticale e, perciò stesso, sono state poco soggette a interramenti, ma, essendo più facilmente accessibili, prescelte dai monaci copti come abitazioni.
| Catalogazione | Titolare | Titolo | Necropoli [ 46 ] | Note |
|---|---|---|---|---|
| TA1 (Tomb of Amarna 1) [ 51 ] | Huya | Sovrintendente dell'harem reale; Sovrintendente al Doppio Tesoro e Amministratore della casa della Grande Sposa Reale Tiye | Area settentrionale, a nord del wadi | planimetricamente si sviluppa con una sala rettangolare, in origine colonnata, da cui si accede ad una seconda sala con quattro colonne che termina in una cappella più interna dedicata al defunto [ 52 ] |
| TA2 [ 53 ] | Meryra (II) | Scriba reale, amministratore del Doppio Tesoro; Sovrintendente dell'harem reale della Grande Sposa reale [Nefertiti]; Comandante della barca menesh | Area settentrionale, a nord del wadi | planimetricamente, da un cortile esterno si accede ad una sala con due colonne da cui un breve corridoio immette in una sala trasversale al centro della quale si trova la cappella dedicata al defunto [ 54 ] |
| TA3 [ 51 ] | Ahmose | Vero Scriba del re; Portatore di flabello alla destra del re; Amministratore della casa di Akhenaton; Sovrintendente della Corte di Giustizia | Area settentrionale, a sud del wadi | presenta planimetria a croce latina , con una sala longitudinale che immette in una sala trasversale da cui si accede a una sala più interna [ 55 ] |
| TA4 [ 56 ] | Meryra (I) | Sommo Sacerdote di Aton nella casa di Ra; Portatore di flabello alla destra del re; | Area settentrionale, a sud del wadi | forse titolare di una tomba anche a Saqqara ; tomba incompleta. Se fosse stata ultimata sarebbe stata la più grande della necropoli [ 57 ] |
| TA5 [ 58 ] | Penthu | Scriba reale primo sotto il re; Primo servo di Aton nella magione di Aton in Akhetaton; Capo dei medici del Signore delle Due Terre ; Ciambellano; Colui che può avvicinare la persona del re; Capo dei capi; Nobile di primo rango, unico tra i compagni | Area settentrionale, a sud del wadi | presenta planimetria a croce latina, con una sala longitudinale che immette in una sala trasversale da cui si accede a una sala più interna [ 59 ] |
| TA6 [ 53 ] | Paneshy | Primo tra i Servi dell'Aton nella casa di Aton in Akhetaton; Secondo Profeta del Signore delle Due Terre Neferkheperura-waenra [Akhenaton]; Sovrintendente al doppio granaio dell'Aton in Akhetaton; Sovrintendente al bestiame di Aton | Area settentrionale, a sud del wadi | trasformata in chiesa dai monaci cristiani copti che occuparono le tombe come romitaggi [ 60 ] |
Area meridionale
L'area meridionale della necropoli dei nobili di Amarna ospita 19 tombe censite. Si trovano a sud e a est di Akhetaton e vennero scavate in una roccia di pessima qualità; al contrario delle tombe dell'area settentrionale, l'ingresso si trova, generalmente, al di sotto del piano e, per tale motivo, sono state (e sono tuttora) più facilmente interrate.
| Catalogazione | Titolare | Titolo | Necropoli [ 61 ] | Note |
|---|---|---|---|---|
| TA7 (Tomb of Amarna 7) [ 62 ] | Parennefer | Artigiano reale, puro di mani; Sovrintendente di tutti gli artigiani del re; Sovrintendente di tutti i lavori del re nella casa di Aton; Primo degli amici che accompagna il Signore delle Due Terre in ogni luogo; Sovrintendente dei Profeti di tutti gli dei. | Area meridionale | un breve corridoio immette in una sala trasversale da cui si dipartono sale laterali [ 63 ] ; di Parennefer, è noto che sia stato l'unico di cui si abbia certezza che, iniziata la realizzazione della propria tomba nella Necropoli Tebana ( TT188 ), abbia poi fatto realizzare la sepoltura anche ad Akhetaton |
| TA8 [ 62 ] | Tutu | Ciambellano; Primo servo di Neferkheperura-waenra [Akhenaton] nella casa di Aton in Akhetaton; Primo servo di Neferkheperura-waenra [Akhenaton] sulla barca wia ; Sovrintendente di tutti gli artigiani del Signore delle Due Terre; Sovrintendente di tutti i lavori di Sua Maestà; Sovrintendente dell'argento e dell'oro del Signore delle Due Terre; Sovrintendente del tesoro di Aton in Akhetaton; Capo dei portavoce | Area meridionale | planimetricamente, un breve corridoio immette in una sala trasversale, con sale laterali, il cui soffitto era sorretto da dodici colonne; da questa si accede a una sala longitudinale [ 64 ] |
| TA9 [ 58 ] | Mahu | Capo della polizia di Akhetaton | Area meridionale | planimetricamente una scala adduce a una sala trasversale da cui si passa a una sala longitudinale in cui si apre una scala che adduce a un appartamento sotterraneo [ 65 ] |
| TA10 [ 58 ] | Ipy | Primo amministratore; Scriba reale; Sovrintendente del grande harem del faraone; Amministratore di Menfi | Area meridionale | forse titolare di una tomba anche a Saqqara ; planimetricamente non ultimata, è costituita da una sala trasversale il cui soffitto sarebbe stato sorretto da quattro pilastri (incompiuti) [ 66 ] |
| TA11 [ 58 ] | Ramose | Scriba reale; Amministratore di Nebmaatra [Amenhotep III]; Scriba delle reclute; Generale del Signore delle Due Terre | Area meridionale | planimetricamente un corridoio immette in una sala trasversale in cui si apre una nicchia contenente due statue [ 67 ] |
| TA12 [ 68 ] | Nakhtpaaten | Principe; Visir | Area meridionale | incompiuta e solo parzialmente scavata una sala [ 69 ] |
| TA13 [ 58 ] | Nefer-khepru-her-sekheper | Sindaco di Akhetaton | Area meridionale | planimetricamente, un corridoio immette in una sala trasversale con soffitto retto da sei colonne; una scala immette in una sala sotterranea [ 70 ] |
| TA14 [ 68 ] | Maya | Generale del Signore delle Due Terre; Sovrintendente della casa della pacificazione di Aton (?); Amministratore di Waenra [Akhenaton] in Eliopoli ; Sovrintendente di tutti i lavori del re; Scriba reale; Scriba delle reclute; Sovrintendente del bestiame del tempio di Ra a Eliopoli | Area meridionale | planimetricamente, un corridoio immette in una sala rettangolare, incompleta, il cui soffitto sarebbe stato sorretto, a lavori ultimati, da dodici colonne [ 71 ] |
| TA15 [ 58 ] | Suty | Portatore di stendardo della guardia personale di Neferkheperura-waenra [Akhenaton] | Area meridionale | planimetricamente, un corridoio immette in una sala trasversale da cui si accede a una sala rettangolare incompleta con soffitto retto da 6 colonne [ 72 ] |
| TA16 [ 68 ] | non noto | non noto | Area meridionale | benché non finita, è presente una sala trasversale con dodici colonne che presenta fregi quasi completamente ultimati; una scala contorta porta a una sala sotterranea [ 73 ] |
| TA17 [ 68 ] | non noto | non noto | Area meridionale | descritta da Davies come insignificante, si presenta, planimetricamente, come una semplice sala trasversale [ 74 ] |
| TA18 [ 68 ] | non noto | non noto | Area meridionale | solo la facciata ultimata e, planimetricamente, un accenno di sala; Davies segnala un geroglifico su uno stipite della porta, comunque illeggibile [ 75 ] |
| TA19 [ 68 ] | Setau | Sovrintendente al doppio tesoro del Signore delle Due Terre | Area meridionale | incompleta; presenta planimetricamente solo una sala longitudinale [ 76 ] |
| TA20 [ 68 ] | non noto | non noto | Area meridionale | planimetricamente, un corridoio immette in una sala trasversale da cui un secondo corridoio immette in una seconda sala pure trasversale [ 75 ] ; l'architrave di ingresso reca la rappresentazione della famiglia reale in adorazione dell'Aton; Akhenaton indossa la corona azzurra ( khepresh ) |
| TA21 [ 68 ] | non noto | non noto | Area meridionale | incompleta; planimetricamente si sarebbe sviluppata con una sala rettangolare e il suo soffitto sarebbe stato retto, per quel che è dato di intuire dalle tracce di lavorazione, da almeno sei colonne [ 77 ] |
| TA22 [ 68 ] | non noto | non noto | Area meridionale | incompleta; planimetricamente un corridoio immette in una sala trasversale il cui soffitto, una volta ultimate, sarebbe stato retto da almeno quattro colonne [ 74 ] ; l'architrave di ingresso recava la rappresentazione della famiglia reale in adorazione dell'Aton; Akhenaton indossa la corona azzurra (khepresh), Nefertiti la corona tronco conica tipica; la coppia è seguita da tre principesse, verosimilmente Merytaton , Maketaton e Ankhesepaaton ; dietro le principesse la sorella della regina, Mutnodjemet |
| TA23 [ 68 ] | Any | Scriba Reale; Scriba delle offerte del Signore delle Due Terre; Scriba delle offerte ad Aton; Amministratore della casa di Aakheperura [Amenhotep II] | Area meridionale | [ 78 ] |
| TA24 [ 68 ] | Paatenemeb | Scriba Reale; Sovrintendente e Amministratore dei lavori in Akhetaton; Generale del Signore delle Due Terre | Area meridionale | planimetricamente un corridoio immette in una sala trasversale solo abbozzata [ 79 ] |
| TA25 [ 62 ] | Ay | Padre del dio; Sovrintendente a tutti i cavalli del Signore delle Due Terre; Comandante degli arcieri; Portatore di flabello alla destra del re; Scriba reale | Area meridionale | incompleta; planimetricamente un corridoio immette in una sala trasversale il cui soffitto, una volta ultimato, sarebbe stato sorretto da almeno ventiquattro colonne (sono presenti quindici colonne, di cui solo quattro ultimate) [ 80 ] ; il titolare, Ay,diverrà faraone, sarà il successore di Tutankhamon e sarà l'ultimo re della XVIII dinastia |
Nella zona esistono, peraltro, censite da Norman de Garis Davies, mwbbgpiccole tombe di minore importanza, vuoi perché appena abbozzate, vuoi perché il titolare è sconosciuto o perché presentano poche o nulle particolarità archeologicamente rilevanti; così, nei pressi della tombamwbbkTA1 di Huya, esistono le tombe TA1a e TA1b di sconosciuti; accanto alla mwbboTA3 di Ahmose, si trovano mwbbstombe minori classificate con le sigle 3a, 3b, 3c, 3d, 3e, 3f, tutte accreditabili a sconosciuti; nei pressi della mwbbwTA6, le 6a, 6b, 6c, anche in questo caso di sconosciuti; esistono, inoltre, le 7a, 7b, 7c nei pressi della mwbb0TA7 di Parennefer, nonché le 9a, 9b e 9c nelle immediate vicinanze della mwbb4TA9, di Mahu. Esistono, infine, una TA24a, nei pressi della mwbb8TA24 di Paatenemab, e TA25a, nelle adiacenze della mwbcaTA25 di Aycite-ref-126[81].
Gli altari nel deserto
A est della città, nell'area desertica, si preservano alcune costruzioni site nei pressi degli antichi incroci dei percorsi, ancora individuabili sul terreno, forse percorse dalle truppe dedicate alla sicurezza della città da eventuali incursioni provenienti dal deserto, o al servizio di polizia sulle aree sepolcrali. A breve distanza dall'area settentrionale si trovano tre altari in mwbccmattoni crudi risalenti all'anno XII di regno; è stato ipotizzato che facessero riferimento al ricevimento di tributi stranieri e che fossero dedicati alle sepolture realicite-ref-cita-reeves-2001-p-127-80-1[44]. Si tratta di altari quadrati, con rampe di scale in numero di due o quattro, una per lato.
Il villaggio operaio
Tra le costruzioni ancora riconoscibili nell'area desertica, merita particolare menzione, dal punto di vista storico-architettonico, il cosiddetto Villaggio degli operaicite-ref-127[N 46] che ospitava gli artigiani e gli operai che avevano contribuito a edificare, e a manutenere, la città di Akhetaton, nonché le necropolicite-ref-128[N 47].
Si tratta, dal punto di vista urbanistico, di un quadrato di circa 70 m di lato, circondato da un muro, che ospitava 64 piccole abitazioni, tutte uguali, disposte su cinque strade. Nell'angolo sud-est una abitazione più grande delle altre era, verosimilmente, quella del sovrintendente.cite-ref-129[N 48]
Le lettere di Amarna
Risale al 1887cite-ref-130[N 49]cite-ref-131[82] il ritrovamento tra le rovine della città, da parte di contadini in cerca di combustibile, di un rilevante numero (circa 300) di tavolette in argilla ricoperte da mwbeoscrittura cuneiformecite-ref-132[83]. Le tavolette vennero messe in vendita al mwbe8Cairo l'anno successivo e il mwbfaBritish Museum ne acquistò una minima partecite-ref-133[N 50] mentre la parte maggiore andò al mwbfuÄgyptisches Museum und Papyrussammlung di mwbfyBerlino.
Successivamente delle tavolette, e del luogo di ritrovamento, si persero le tracce fino a che cominciarono a ricomparire, nuovamente sul mercato clandestino, tavolette e frammenti. Solo nel 1891 mwbfgFlinders Petriecite-ref-134[84] e mwbf0John Pendlebury, nel corso di una campagna di scavo, rinvennero altri documenti del medesimo tipo in quella che venne identificata come "la casa della corrispondenza del faraone, vita, prosperità e salute"cite-ref-135[85], verosimilmente l'archivio o forse uno degli archivi della città. Questa volta i reperti vennero organicamente catalogati presso il mwbgiMuseo egizio del Cairo ove ancor oggi si trovano. Il complesso di tali tavolette è oggi noto come "lettere di Amarna"; purtroppo i bordi, particolarmente fragili ed esposti agli urti, ove venivano normalmente riportate le notizie essenziali quali il destinatario o il mittente, si sono nei millenni sbriciolati ed è perciò impossibile, nella maggior parte dei casi, risalire a tali essenziali informazioni. Altra problematica è data dalla impossibilità di individuare il re sotto cui i singoli atti vennero redatti e ciò perché gli scribi, non avendo un punto comune di partenza, erano soliti datare gli atti, e in genere ogni indicazione cronologica, con l'anno di regno del sovrano in carica.cite-ref-136[N 51]
Il corpus delle lettere di Amarna è stato suddiviso in due parti, a seconda dei mittenti o dei destinatari delle missivecite-ref-137[N 52]: quelle provenienti, o destinate, a sovrani indipendenti, o comunque di pari livello del faraone, sono note come lettere dei "grandi re"cite-ref-138[N 53]cite-ref-139[86]; rientrano invece tra le lettere dei "piccoli re"cite-ref-140[87] quelle provenienti da regnanti vassalli dell'Egitto o comunque in posizione di sudditanza rispetto al faraone.
Ancora aperta è, inoltre, la diatriba su cosa rappresentino effettivamente le tavolette di Amarna: se si tratti, cioè, di documenti dimenticati all'atto dell'abbandono degli archivi, o se siano, invece, vecchie lettere ormai inutili o, ancora, minute di lettere successivamente trascritte. Trattandosi di documenti in cuneiforme, peraltro, giacché la corrispondenza diplomatica avveniva, in quel periodo, in accadico, potrebbe anche trattarsi di documenti originali divenuti inutili perché già tradotti per i fini della Corte. Un'altra corrente di pensiero ipotizza che si tratti, in realtà, di corrispondenza ricevuta durante la permanenza della famiglia reale ad Akhetaton ma, in tal caso, si dovrebbe supporre che mwbhkAmenhotep III, padre di Akhenaton, fosse ancora vivo e residente ad Akhetaton. Sono, infatti, stati individuati, quali destinatari di alcuni documenti: Amenhotep III, mwbhoAkhenaton, mwbhsTiye, mwbhwTutankhamon.
Di certo le lettere di Tell el-Amarna sono sintomatiche di uno sviluppo solido del traffico internazionale nonché dell'importanza delle trattative matrimoniali a fini politici.
In relazione a quest'ultima fattispecie, in particolare, sono accertate le seguenti situazioni:
• il re mwbiecassita mwbiiBurna-Buriaš II invia una sua figlia quale sposa di Amenofi III;
• ugualmente il re di mwbiqMitanni mwbiuShuttarna II;
• il re di mwbicMitanni mwbigTushratta invia, quale sposa di Amenofi III, la principessa mwbikTadu-Khebacite-ref-141[88] (Tadu'heba o Tadukipa), in cui alcuni vorrebbero individuare la stessa Nefertiti.
Si può, così, grazie alla corrispondenza di piccoli re locali o dei funzionari egiziani all'estero, ricostruire l'organizzazione politica estera egizia; fondamentalmente il sistema politico locale, basato su piccoli regni autonomi sotto il protettorato egizio restava intatto.
In tre città principali di questi territori risiedevano i funzionari egizi, e le relative forze militari, incaricati della sorveglianza sui regnanti locali e della raccolta dei tributi, nonché responsabili dei necessari interventi diretti nelle lotte che potevano insorgere tra le realtà locali.
Una delle tavolette amarniane appare particolarmente interessante: un re palestinese, infatti, chiede aiuto al sovrano egizio contro gli mwbjwmwbj0Habiru che stanno invadendo alcune città cananee.
Habiru, o anche Apiru, è un nome già comparso precedentemente nella storia egizia: sotto mwbj8Thutmose III sono indicati come "vignaioli" e mwbkaAmenhotep II dichiarò di averne catturati mwbke3 600 durante una battaglia con Mitanni, nel caso della tavoletta amarniana, si tratta di fuoriusciti egizi che tentano di stanzializzarsi o di rientrare in Egittocite-ref-142[89]cite-ref-143[90].
Alcuni vedono negli Apiru, o Khabiru, gli mwbksEbrei giunti nel territorio egizio come nomadi, poi stanzializzati. Altri ritengono di poter individuare con tale nome non un popolo, bensì una sorta di classe sociale, quella, appunto, degli immigrati o dei rifugiati, privi, cioè, di una connotazione etnica unica e di un proprio territoriocite-ref-144[N 54]cite-ref-145[91].
Cronologia essenziale della scoperta di Tell el-Amarna
• 1714: mwblcClaude Sicard, per la prima volta, descrive una mwblgstele confinaria di Akhetaton;
• 1798: gli scienziati della spedizione mwblonapoleonica in Egitto realizzano la prima planimetria di Tell el-Amarna che sarà pubblicata nella mwblsDescription de l'Egypte;
• 1833: una spedizione guidata da mwbl0Robert Hay visita la località, scoprendo alcune delle tombe della mwbl4necropoli, e ne ricopiano i rilievi;
• 1843: la spedizione mwbmaprussiana capeggiata da mwbmeKarl Richard Lepsius visita le rovine della città e ne traccia una planimetria;
• 1883 – 1893: inizia una fase esplorativa di tombe private e della tomba reale;
• 1887: una contadina, alla ricerca di combustibile, rinviene 300 tavolette coperte di scrittura cuneiforme. Una minima parte viene acquistata dal British Museum mentre la maggior parte viene acquisita dall'Ägyptisches Museum di Berlino;
• 1891: mwbmuFlinders Petrie inizia lo scavo del tempio di Aton, del palazzo reale – compresa l'area "privata" del re - e rinviene un consistente numero di tavolette di argilla degli archivi reali;
• 1904-1914: l'area di Tell el-Amarna viene data in concessione alla Deutsche OrientGesellshaft;
• 1905: mwbmgNorman de Garis Davies pubblica disegni e fotografie di tombe private e delle stele confinarie;
• 1912: il 25 novembre, nel quartiere sud, l'mwbmoarcheologo mwbmsLudwig Borchardt, capo del Deutsche OrientGesellshaft, scopre l'atelier di uno mwbmwscultore; su un frammento di vaso forse il nome dell'artista: mwbm0Thutmose. Sarà questo l'unico riferimento a tale nome che, però, verrà universalmente riconosciuto come l'autore del busto della regina Nefertiti che verrà rinvenuto tra il 6 e 7 dicembre 1912 nella cosiddetta sala del mwbm4modellamento;
• 1914: la mwbnaprima guerra mondiale interrompe i lavori di scavo;
• 1921-1936: la Egypt Exploration Society riprende gli scavi ad Amarna sotto la direzione di mwbniLeonard Woolley e John Pendelbury, prosegue e completa lo scavo ponendo particolare attenzione alle struttura reali e religiose; viene individuato il "villaggio degli artigiani";
• mwbnuanni sessanta: la Egyptian Antiquities Organization intraprende scavi nell'area amarniana;
• 1977: da tale data l'area è in concessione all'mwbncUniversità di Cambridge sotto la direzione di Barry Kemp.
Note
Annotazioni
cite-note-2N 1. ↑ Uno dei più famosi, collegato peraltro alla ricerca archeologica italiana, è mwboaTell Mardikh, meglio conosciuto con il nome dell'antica città di mwboeEbla (scoperta in mwboiSiria nel 1964, i cui scavi sono attualmente interrotti a causa del conflitto siriano in atto dal 2011, dalla missione italiana diretta da mwbomPaolo Matthiae).
cite-note-4N 2. ↑ L'esploratore danese Frederic Louis Norden (1708-1742), che visitò l'Egitto tra il 1737 e il 1738 per ordine del re mwbocCristiano VII di Danimarca, registra nei suoi appunti il nome della tribù dei Bene Amren, od Omarne, che comprende "sotto questo nome un esteso numero di aree in cui sono situati quattro villaggi tra loro molto vicini". Né Norden, né mwbogEdme François Jomard, che pure visitò l'area, fanno menzione alcuna, nei loro scritti, dell'esistenza delle tombe. Primo visitatore moderno, nel 1824, fu mwbokJohn Gardner Wilkinson che menzionò, tuttavia, le sole tombe dell'area settentrionale giacché, molto verosimilmente, quelle meridionali erano all'epoca totalmente ricoperte dalla sabbia.
cite-note-8N 3. ↑ mwbo0John Gardner Wilkinson in un suo testo del 1835 fuse il nome del villaggio di Et-Till, o El-Till, con quello di Amarna che indicava l'intero distretto; dopo la scoperta delle tavolette di Amarna, nel 1888, e conseguentemente alla diffusione della notizia, il nome Tell-el-Amarna venne giornalisticamente acquisito e successivamente normalmente usato.
cite-note-13N 4. ↑ Il toponimo Akhetaton, o simile, venne originariamente assegnato alla stessa mwbpeTebe, come desumibile da un'iscrizione su una sedia del corredo funebre di un tale Nakhy che, a Tebe, indica se stesso come "servo del Luogo della Verità a occidente di mwbpiAkhetenaton (sic)". Quanto al "Luogo della Verità", ovvero mwbpmSet-Maat, era uno dei nomi con cui era noto il villaggio operaio di mwbpqDeir el-Medina nei pressi della mwbpuValle dei Re. Il villaggio era anche noto come mwbpyPa-demi, ovvero, semplicemente, "il villaggio". Trattandosi della sede del tempio del maggior antagonista di Aton, ovvero mwbpcAmon, e del suo potente clero, è verosimile che tale dizione non sia stata accettata, o addirittura rifiutata, prima dello spostamento della capitale.
cite-note-17N 5. ↑ John Pendlebury (1904-1941), militare e archeologo britannico.
cite-note-22N 7. ↑ Scoperte da mwbqmFlinders Petrie nel 1891, vennero successivamente distrutte dalle popolazioni locali che vedevano limitate le proprie possibilità di coltivazione dagli scavi archeologici.
cite-note-23N 8. ↑ L'esistenza di ampi e molto assolati cortili è confermato proprio dalle lamentele rivolte ai propri governanti da alcuni degli inviati e degli ambasciatori che frequentavano il Palazzo: "Perché i messaggeri devono restare costantemente fuori, nel sole e morire nel sole? Se stare sotto il sole porta vantaggio [al faraone] allora che si lascino [i messaggeri] fuori nel sole e li si lasci morire sotto al sole, ma che ci sia profitto per lui [il faraone]".
cite-note-27N 9. ↑ Nel corso dei millenni i mattoni che costituivano le strutture del tempio sono state sottratti e oggi solo le fondamenta stanno a indicare la traccia del tempio sul terreno.
cite-note-31N 10. ↑ Qui si trovavano le case dei preti Paneshy e Pawah, ma anche del visir Nakhte e del generale Ramose nonché, forse la più famosa di tutte, l'abitazione-laboratorio dello scultore mwbq0Thutmose (casa P47.1-3) tra le cui rovine l'archeologo tedesco mwbq4Ludwig Borchardt rinvenne nel dicembre 1912, tra l'altro, il busto della regina mwbq8Nefertiti, oggi al mwbraÄgyptisches Museum und Papyrussammlung.
cite-note-341. L'archeologo inglese mwbrqJohn Pendlebury riteneva che ad Akhetaton esistesse una comunità greco-mwbrumicenea e denominò la strada in cui si trova la T.36.36 "Strada greca", e l'abitazione "Casa Micenea", a causa di un piccolo deposito di ceramiche micenee qui rinvenute. L'archeologo avvalorò la sua tesi con presunte influenze micenee nella stessa architettura della casa e nel rinvenimento di un pezzo di calice di fattura micenea. È bene tener presente che tale ipotesi non viene universalmente accettata in ambito archeologico-scientifico.
cite-note-362. Oggi al mwbrkNy Carlsberg Glyptotek di mwbroCopenaghen, cat. A.I.N. 1640.
cite-note-373. Oggi al mwbr4Ägyptisches Museum und Papyrussammlung di mwbr8Berlino, cat. 21690.
cite-note-384. Verranno qui inoltre rinvenuti: modelli di teste di principessa, maschera e busto di Akhenaton, una testa in granito di Nefertiti (Museo egizio di Berlino, cat. 21358), teste in mwbsmarenaria di una principessa e di Nefertiti (Museo di Berlino, cat. 21223 e 21245); teste di mwbsqAmenhotep III e Akhenaton (Berlino, cat. 21299 e 21348); cinque visi non identificati (Berlino, cat. 21356, 21350,21264, 21262, 21239); due volti maschili (Berlino, cat. 21359 e 21228) e altre piccole statue e frammenti di sculture.
cite-note-395. Oggi al mwbsgMuseo egizio del mwbskCairo).
cite-note-406. Oggi al Museo di Berlino (cat. 21835).
cite-note-417. Oggi al mwbtaNy Carlsberg Glyptotek di mwbteCopenaghen (cat. A.I.N. 1587).
cite-note-428. Oggi al Museo di Berlino (cat. 20375).
cite-note-439. Oggi al Museo di Berlino (cat. 20716).
cite-note-4410. Oggi al Museo di Berlino (cat. 21364).
cite-note-4511. Quest'ultima oggi al Museo di Berlino (cat. 20496).
cite-note-4612. Oggi al Museo di Berlino (cat. 22264).
cite-note-4713. La statua del re è oggi all'mwbuqAshmolean Museum di mwbuuOxford; la statua della regina al mwbuyBritish Museum.
cite-note-51N 24. ↑ La sequenza venne stabilita da mwbuoFlinders Petrie, nel 1891, lasciando libere alcune posizioni per consentire di inserire eventuali scoperte future ipotizzando, per interpolazione, i luoghi in cui più verosimilmente avrebbero potuto essere state posizionate altre stele.
cite-note-52N 25. ↑ Le stele, nel testo ripetitive, retoriche e pompose, prevedevano, nella parte principale, con modifiche relative ai periodi in cui furono erette e con variazioni minime tra di esse, un'introduzione con i titoli del re e della divinità, che recita: "In questo giorno [...] quando il re era in Akhetaton, la sua Maestà apparve su un grande carro di elettro, come Aton quando sorge all'orizzonte e riempie la terra con l'amore e la piacevolezza di Aton. Egli si incamminò sulla buona strada verso Akhetaton, il luogo del suo primevo evento, che Egli [Aton] scelse per comparire ogni giorno, e che suo figlio Waenra [Akhenaton] ha costruito per lui..."
cite-note-58N 26. ↑ Prima stele del lato occidentale scoperta nel 1714 dal viaggiatore, mwbvegesuita, Padre mwbviClaude Sicard. La stele era affiancata da statue riportate in un disegno della spedizione di mwbvmRobert Hay nel 1827, ma che già non erano più esistenti nel 1908, come risulta dalle tavole XXXIV e XLIII di Norman de Garis Davies.
cite-note-61N 27. ↑ Molto rovinata già all'atto della scoperta, non è noto l'anno di realizzazione e normalmente, proprio a causa della scarsità delle notizia ricavabili, non inserita nell'elenco delle stele che vengono spesso indicate in numero di 14 e non 15.
cite-note-64N 29. ↑ Alcuni pezzi della stele R vennero acquistati, negli anni '40 del '900, dal mwbv4Museo del Louvre. La stele era affiancata da due statue di Akhenaton e Nefertiti di cui, però, non resta traccia dopo i maldestri, illegali, tentativi di asportazione.
cite-note-65N 30. ↑ Nel 1908 Norman de Garis Davies la indicò come la meglio conservata poiché ricavata in una vena di calcare "dura come l'alabastro". Successivamente, tuttavia, la stele venne ugualmente aggredita da cercatori di tesori nascosti e, mediante taglio di solchi profondi e larghi, ridotta per asportarne parti da vendere sul mercato illegale a collezionisti e musei. Già pesantemente danneggiata negli anni '80 del '900, venne definitivamente distrutta, con l'esplosivo, nel 2004.
cite-note-66N 31. ↑ Prima stele del lato orientale scoperta nel 1840 dal mercante inglese Anthony Charles Harris. È alta circa 7,30 m ed è, oggi, l'unica più facilmente raggiungibile.
cite-note-67N 32. ↑ Inserita nel 1901 da Norman de Garis Davies.
cite-note-70N 33. ↑ Benché spesso indicata come mwbwsmonoteista, la religione atoniana era, in realtà una forma di mwbwwenoteismo giacché prevedeva una divinità preminente, senza tuttavia negare l'esistenza di altre divinità, di cui veniva tuttavia sottolineata l'estraneità e/o l'inferiorità.
cite-note-73N 34. ↑ All'interno dei mwbxapiloni IX e X del mwbxeComplesso templare di Karnak, realizzati da mwbxiHoremhab, sono state rinvenute migliaia e migliaia di "talatat" provenienti dal distrutto tempio dedicato ad mwbxmAton da Amnhotep IV/Akhenaton e che si trovava, molto verosimilmente, proprio adiacente al tempio di mwbxqAmon. Altre migliaia di tali mattoni (provenienti anche dalla demolita Akhetaton) sono stati inoltre rinvenuti quale riempimento del II Pilone (pure di Horemhab) e nelle fondamenta della "mwbxuGrande Sala Ipostila" di mwbxySethy I e mwbxcRamses II.
cite-note-75N 35. ↑ mwbxsMerytaton, mwbxwMaketaton, Ankhesepaaton (successivamente mwbx0Ankhesenamon, sposa di mwbx4Tutankhamon), mwbx8Neferneferuaton Tasherit, mwbyaNeferneferura e mwbyeSetepenra.
cite-note-77N 36. ↑ A titolo di esempio si consideri il "Tempio Maggiore" di mwbyuAbu Simbel in cui le statue di mwbyyRamses II raggiungono quasi i mwbycmwbyg20mwbyk m di altezza, ma quelle della sposa mwbyoNefertari o della sua stessa madre, arrivano all'altezza del ginocchio del colosso.
cite-note-81N 37. ↑ Ubicata nella Valle Occidentale (West Valley), è anche nota come WV25.
cite-note-82N 38. ↑ Altre ipotesi vedono, nella KV23, anche nota come WV23, nel sepolcro previsto per la sepoltura di mwbzeTutankhamon.
cite-note-83N 39. ↑ Sulle stele confinarie del primo gruppo (K, X, M), infatti, si legge: "Sia scavata per me [Akhenaton] una tomba nella montagna orientale [di Akhetaton]. Sia scavata la mia sepoltura in essa per i milioni di giubilei che l'Aton, mio padre, ha decretato per me. Sia scavata la sepoltura per la Grande Sposa Reale Nefertiti per i milioni di anni che l'Aton, mio padre, decretò per lei. Lascia inoltre che sia fatta in essa la sepoltura della figlia del Re, Meritaton, per milioni di anni".
cite-note-84N 40. ↑ Agli appunti di Nestor l'Hote, in diciassette volumi, la cui opera non venne tuttavia mai interamente pubblicata, si deve il lavoro più completo poiché egli provvide a ricopiare tutte le iscrizioni, anche quelle palesemente meno importanti. Anche il lavoro di Hay non venne mai pubblicato (circa settanta disegni sono conservati presso il mwbzgBritish Museum); si deve ritenere che si sia interessato anche delle tombe meridionali giacché su un appunto relativo alla mwbzkTA25 di Ay si legge: "tomba da me aperta".
cite-note-8714. I tori Mnevis venivano associati al sole e, almeno agli inizi della vita ad Akhetaton, godevano del favore reale tanto che si ritiene fossero allevati nel Palazzo del Nord. È noto che fosse stata prevista dal re una tomba per la sepoltura dei tori Mnevis, ma questa non è mai stata definitivamente individuata. L'assegnazione alla AT28 deriva dalla somiglianza planimetrica con la tomba dei tori mwbz0Apis di Saqqara, nonché dal ritrovamento nelle vicinanze, negli anni '80 del '900, di numerosi teschi e ossa di toro verosimilmente derivanti da scavi precedentemente eseguiti nell'area.
cite-note-8815. Secondo Marc Gabolde, 2009, la 28 e la 29 furono le uniche tombe di quest'area a essere effettivamente occupate. La presenza di un riferimento all'"anno I" consente di ipotizzare che la tomba venne scavata da uno dei successori di Akhenaton che soggiornarono ad Akhetaton (Smenkhara o Tutankhaton)
cite-note-90N 43. ↑ Anche in questo caso, come per la Tomba reale, sulle stele del primo gruppo è specificato che "le tombe dei Grandi e dei Divini Padri di Aton, e dei sacerdoti di Aten, ... le tombe degli ufficiali, saranno fatte sulla montagna a Oriente di Akhetaten".
cite-note-92N 44. ↑ A riprova di tale ultima considerazione, si pensi ai funzionari amarniani, o comunque impiegati durante il regno di Akhenaton, che hanno la loro sepoltura tra le mwb0cTombe dei Nobili di Tebe: mwb0gTT55 di Ramose; mwb0kTT188 di Parennefer (a cui risulta intestata ugualmente la tomba mwb0oTA7 ad Amarna); mwb0sTT192 di Kharuef; mwb0wTT46 di Ramose; mwb00TT136 di Ipy.
cite-note-93N 45. ↑ Nestor Hippolyte Antoine L'Hôte (1804 – 1842) egittologo francese, disegnatore e pittore, partecipò alla missione franco-toscana di mwb1eIppolito Rosellini del 1828-1829 unitamente a mwb1iJean-François Champollion.
cite-note-127N 46. ↑ Scavato nel periodo 1921-1936 dalla mwb1yEgypt Exploration Society.
cite-note-128N 47. ↑ Così come per il villaggio operaio di mwb1oDeir el-Medina, occupato da operai e artigiani che curavano lo scavo e la manutenzione delle tombe della mwb1sValle dei Re.
cite-note-129N 48. ↑ È questo, di Amarna, uno dei tre villaggi destinati a operai di cui si ha notizia; gli altri sono quelli di mwb18Deir el-Medina, occupato dai lavoratori della mwb2aValle dei Re, ed el-Kahun, risalente alla mwb2eXII dinastia, ubicato nei pressi dell'odierna mwb2iel-Lahun.
cite-note-130N 49. ↑ Esiste difformità sulla data di scoperta delle tavolette e sul numero originariamente rinvenuto, secondo alcuni studiosi, dalle testimonianze raccolte mwb2yin loco, il rinvenimento sarebbe avvenuto nel 1886 in numero ben maggiore di 300; è stato calcolato che almeno 200 tavolette siano andate distrutte o disperse prima dell'immissione sul mercato clandestino.
cite-note-133N 50. ↑ Per il tramite di Sir mwb2oErnest Alfred Wallis Budge, il British Museum acquistò nel 1888 83 tavolette.
cite-note-136N 51. ↑ Risulta, perciò, che un atto, ad esempio, è stato redatto nell'"anno III del re", ma non è specificato di quale re si tratti.
cite-note-137N 52. ↑ Si tratta in massima parte di lettere ricevute dalla Corte mentre solo in undici casi noti si tratta di lettere inviate dal faraone di cui due dirette al re di Babilonia, una al sovrano di Arzawa e otto a re vassalli.
cite-note-138N 53. ↑ Per complessive trentanove lettere e cinque allegati inventariali.
cite-note-144N 54. ↑ L'identificazione mwb3cḫabiru = ebrei venne ulteriormente accettata in un determinato contesto storico (F. Chabas, Les Hebreux en Egypt, Parigi 1862, pp. 42-56; Loretz Habiru-Hebraer, pp. 18-55, citati da Gardiner 1971) data la presunta religione "monoteistica" instaurata da Akhenaton e a convalida delle storie relative alla cattività ebraica in Egitto.
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Voci correlate
• mwcfcPiccolo tempio di Aton
• mwcfkGrande tempio di Aton
• mwcf0Lettere di Amarna
• mwcf8Kom el-Nana
• mwcgeArte amarniana
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Collegamenti esterni
• citerefbritannica-com(EN) Tell el-Amarna, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefarachne(DE) Amarna, su Arachne.
• (EN) Amarna, su Comic Vine, Fandom.